La dote: tra tradizione e modernità

La dote, da sempre croce e delizia delle famiglie delle future spose, è indubbiamente un elemento fondamentale della tradizione del matrimonio.    Già  all’inizio del secolo scorso, la famiglia della sposa era costretta a stipulare dei contratti matrimoniali con cui assicurava allo sposo la dote ed il corredo della futura moglie: proprietà immobiliari, gioielli, terreni, […]

La dote, da sempre croce e delizia delle famiglie delle future spose, è indubbiamente un elemento fondamentale della tradizione del matrimonio.

 

 Già  all’inizio del secolo scorso, la famiglia della sposa era costretta a stipulare dei contratti matrimoniali con cui assicurava allo sposo la dote ed il corredo della futura moglie: proprietà immobiliari, gioielli, terreni, biancheria e tanto altro. Si pensava alla dote della sposa, infatti, già durante il periodo adolescenziale e per tradizione mamme e nonne delle spose avevano il compito di ricamare la biancheria che le ragazze avrebbero portato con sé… Chi di voi non ha ammirato il baule di mamma e nonna o le varie tovaglie di seta e organza esibite durante le feste “grandi”?! Il rinomato corredo!

 Negli anni Settanta con la Riforma del diritto di famiglia, viene eliminato l’obbligo di conferimento dote da parte della sposa ma ciò nonostante la tradizione non viene mai del tutto abbandonata e le famiglie ancora oggi sposano i figli continuando ad assicurargli dei beni materiali che faranno comodo successivamente e che li solleverà dal punto di vista economico. E, sicuramente, rimane un grande emozionante piacere per le mamme essere d’aiuto nella preparazione del corredo da portare ma anche per le spose scegliere la biancheria che utilizzeranno negli anni a seguire continuando a sognare…

 Care spose, quindi, via agli acquisti! Ma cosa e quanto comprare? Innanzitutto non esageriamo se non conosciamo la capienza della casa e dei mobili in genere…rischieremmo di trovarci la carissima biancheria ovunque! E se le nonne preparavano in media 12 pezzi per ogni capo, noi possiamo mantenerci più bassi, pensando magari a capi di corredo meno pregiati ma più sfruttabili per tutti i giorni.

 Ad esempio, cominciando dalla cucina o stanza da pranzo, il nostro corredo potrebbe contenere 6 tovaglie di cui 2 più pregiate per le occasioni importanti, molti strofinacci  (li useremo di continuo) , qualche presina e grembiule. Il bagno è una delle camere in cui più possiamo sbizzarrirci per materiale e colore della biancheria sfruttando le gradazioni e i tessuti dei capi scelti ma anche la quantità : senza dubbio, anche per una questione di igiene (spero!) sono i capi di biancheria più sfruttati! Allora giochiamo di creatività con teli, asciugamani grandi e piccoli, scegliendo i tessuti più svariati: cotone, lino, spugna e ciniglia. Stessa cosa potremmo pensare col corredo della camera da letto con l’acquisto mirato di trapunte (invernali e primaverili), coperte e copriletto e lenzuola, scegliendo le tinte secondo anche l’arredo della casa. Un’attenzione particolare deve andare alla biancheria da sposa ovvero biancheria intima, pigiami e camicie da notte, vestaglie. Consiglio: non portate la mamma! In alcuni casi, finireste con l’acquistare pigiami in pile con orsacchiotti che farebbero scappare il futuro sposo e quindi da evitare durante i primi mesi di nozze, almeno! E soprattutto immagino il forte imbarazzo nella scelta di qualche completino sexy che non può mancare. Meglio la più cara amica a fare da consigliera!

 Infine, occhio alla nonna che cercherà in maniera anche subdola di farci utilizzare la naftalina per allontanare le tarme e conservare la nostra piccola dote al meglio. Scegliamo, piuttosto, alternative meno pericolose e sicuramente più profumate come sacchettini per armadi e cassetti alla lavanda, bergamotto o cedro.

Lucia Piazza

Lucia Piazza

Wedding Planner, Esperta in event management e comunicazione
Lucia Piazza

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