Lo sposo e i preparativi alle nozze: intervistiamolo

È luogo comune definire il matrimonio come il giorno più bello per la sposa, nel quale tutto deve essere perfetto per rendere la sua esperienza indimenticabile. L’idea generale è che lei debba avere l’ultima parola su tutto, e sicuramente non ci sono dubbi sul fatto che è la sposa ad avere gli occhi di tutti […]

È luogo comune definire il matrimonio come il giorno più bello per la sposa, nel quale tutto deve essere perfetto per rendere la sua esperienza indimenticabile. L’idea generale è che lei debba avere l’ultima parola su tutto, e sicuramente non ci sono dubbi sul fatto che è la sposa ad avere gli occhi di tutti puntati addosso ed ad essere ammirata quando cammina verso l’altare e non solo. Nessuno con un po’ di buon senso si sognerebbe mai di rubarle la scena per qualunque motivo. Sfido chiunque che, nei giorni successivi al matrimonio, non si sia mai soffermato a parlare di Lei, di come fosse il suo abito e del suo portamento. Ma che dire dello sposo? Qual è il suo ruolo durante i preparativi e nel giorno stesso delle sue nozze? In fondo è anche il suo momento, senza di lui, la sposa non sarebbe tale, anzi uno sposo mancante creerebbe di sicuro “un po’ di scompiglio”.
Noi volevamo conoscere anche la sua versione e abbiamo rivolto al nostro sposo alcune domande; ecco cosa ci ha detto!

  Qual è stato il tuo primo pensiero quando tu e la tua futura sposa avete cominciato i preparativi per l’organizzazione del matrimonio?
Inizialmente ho cercato di ricordare i matrimoni ai quali ero stato, ma non riuscendo a pensare a nessuno nel quale non fossi bambino, ho realizzato di essere il primo tra i miei amici a fare il passo fatidico. Immediatamente capii di avere la possibilità di creare qualcosa di originale che avrebbero potuto ricordare per parecchio tempo. Volevo che il giorno fosse perfetto per la mia futura moglie e tutto è cominciato per aiutare lei. Poi, man mano che i preparativi andavano avanti, ho iniziato a prenderci gusto e a desiderare di lasciare il segno, il mio tocco personale. Così, quasi improvvisamente ed in maniera del tutto naturale, è diventato il giorno di entrambi.

  Come avete gestito l’organizzazione? Avete optato per una separazione dei compiti?
Dapprima abbiamo fatto tutto insieme, ogni decisione è stata presa consultandoci a vicenda, ognuno esprimeva la propria opinione riguardo un argomento e abbiamo cercato di venirci incontro quando i  pareri sembravano discordanti. Fortunatamente i nostri gusti si sono dimostrati abbastanza convergenti.

  Sicuramente l’organizzazione di un evento è qualcosa di stressante: qual era il vostro stato d’animo? Ci sono stati momenti di tensione o incomprensione dovendo prendere ogni decisione consultandovi e tenendo conto uno dell’opinione dell’altra?
Se avessimo avuto dubbio sul fatto di essere fatti l’una per l’altra, l’organizzazione del matrimonio ci ha reso ancora più complici. L’affiatamento dimostrato nei mesi precedenti al matrimonio era palese a tutti coloro che avevano a che fare con noi, in modo o in un altro.

  Nei tuoi confronti, lo sposo, qual’era l’atteggiamento di coloro con i quali vi siete interfacciati?
Per loro ovviamente “la sposa” era sempre quella che doveva avere l’ultima parola, il musicista che abbiamo scelto fece anche un paio di battutine a riguardo ma si dovette ricredere subito, tanto da dirci, alla fine dell’incontro, che era contento di vedere una coppia tanto in sintonia e che non gli capitava spesso.
La coordinatrice della location, talmente abituata a rivolgersi sempre e solo alla sposa, continuava a scusarsi e si stupiva di vedere uno sposo talmente coinvolto da prendere appunti e pieno di idee.
Ho anche stroncato un paio di iniziative di persone un po’ troppo zelanti, o stravaganti, che si allontanavano da quello che avevamo in mente noi due.

  Qual è stata la parte organizzativa che ti e’ piaciuta maggiormente o che ti ha coinvolto di più?
Il mio punto forte è stato sicuramente il bar: ho comprato personalmente tutto il necessario ed ho preparato cocktails portando ricette originali da me ideate. Si può dire che quello che sia stato il mio momento, dove l’attenzione era centrata tutta su di me, futuro sposo, e non sulla coppia.

  Al di la’ dell’organizzazione, come era il tuo umore quando il giorno del matrimonio è finalmente arrivato?
Ero nervoso e volevo che tutto fosse perfetto: ho passato la giornata a parlare con il gestore del catering e il manager della location (diciamo che gli sono stato un po’ col fiato sul collo), ho scongiurato un paio di disastri (senza che la sposa se ne accorgesse) ed alla fine tutto si è svolto come avevo previsto, per cui mi ritengo soddisfatto.

Ludovica Intilla
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